Guardo il Crocifisso e scoppio in un pianto di gioia.
E’ il giorno di Tutti i Santi ’08, sono ricoverata
nella Clinica Malzoni, ad Agropoli, perché
il 24 ottobre ho subito un intervento di protesi d’anca.
L’intervento è andato benissimo. Avendo fatto
l’epidurale, ho seguito da sveglia l’intervento.
Non ho sentito dolore, ma i lavori di martello e
scalpello, del seghetto, del cacciavite
elettronico che svitava le vecchie viti che avevo
nell’anca, quelli sì, che li ho sentiti!
Ho cercato di stringermi sempre
più a Gesù Crocifisso per non
stare male. L’idea che l’intervento
era cominciato verso le tre del pomeriggio,
proprio l’ora in cui Gesù era sulla croce, mi
permetteva di trascorrere il tempo dell’intervento
con più serenità, sapevo anche, e questo mi
consolava, che nella cappella della clinica, e non
solo, tante persone pregavano per me,
per la riuscita dell’intervento. L’intervento
è durato tre ore e, a dir la verità, benché sostenuta
dalla grazia, sembravano interminabili. Anche il post-intervento è andato benissimo, non ho accusato forti dolori ma solo la difficoltà a muovermi e ad alzarmi.
Ringrazio il Signore perché ho avuto tanta assistenza, anche da parte di mia madre, che ha voluto starmi vicina nei primi due giorni. Non sono mancate le visite di Padre Giuseppe, delle altre sorelle, del mio papà con tutta la mia famiglia, della dott.ssa Spadera, persona molto disponibile. Ringrazio di cuore tutti quelli che mi sono stati vicino sia fisicamente che spiritualmente.
Ecco i motivi del mio pianto di gioia. Guardando Gesù Crocifisso, dicevo: ” Gesù, che cosa ho fatto per meritare tutte queste grazie? “
Prima di ricoverarmi pensavo che l’intervento avrebbe bloccato il mio apostolato, il Signore mi ha fatto capire che anche immobili si può fare apostolato, ed era proprio lì, in clinica, che il Signore voleva da me l’apostolato insieme all’offerta delle mie povere e misere sofferenze.
Ho avuto modo di parlare
di Gesù agli infermieri, ai malati e a quanti ho potuto, incontrare in quei
giorni. Dall’ intimo ringrazio il Signore di quest’altra esperienza, anche se
dolorosa, perché mi ha fatto comprendere ancora di più il valore della
sofferenza.
Ringrazio di cuore il primario, il dott. Pintore, e tutta la sua equipe, e a quanti operano nel campo della sanità vorrei fare un appello: ” Vi prego, in nome di Dio, svolgete sempre la vostra professione con amore e per amore, sapendo che tutto ciò che facciamo al prossimo, Dio
lo considera fatto a Sé, comportatevi sempre come se in quei letti ci fossero
le persone a voi più care, alle quali non vorreste che mancassero cure,
attenzioni e amore.
Grazie Gesù perché TU che sei l’AMORE, ci insegni tanti modi per amare.
Sor. Maria Zotta