IL VENTO FORTE DELLA VITA….”
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OTTOBRE 2007 ORE 10.00: piove a dirotto e c’ è un vento gelido in piazza
Plebiscito. Lo sfondo è inusuale: la Napoli di “O’ Sole mio” si ritrova con il
Vesuvio innevato e sembra più ricalcare uno scenario nordi
co
che non
la propria identità di “paese d’o sol’ e d’o mar’”. L’evento
climatico sembra essere metafora di una città che si sente come esposta alle
intemperie, smarrita e spesso priva di prospettive. Si dice, però che quando il
Vesuvio è innevato, a Napoli possa accadere l’impossibile. La città delle
contraddizioni e degli eccessi è infatti diventata in quei giorni capitale
della pace e del dialogo, ospite dell’incontro mondiale “Per un mondo senza
violenza ; religioni e culture in dialogo” organizzato dalla Comunità di
Sant’Egidio e soprattutto braccia che hanno accolto il Santo Padre in visita
pastorale. Eravamo presenti anche noi quella mattina. Andando “oltre” i nostri
denti che battevano dal freddo ed i nostri vestiti inzuppati d’acqua, tanto che
in alcuni momenti ci è sembrato di vivere l’evento più sotto l’insegna dell’
“espiazione collettiva”che della “festa”, ebbene, quelle raffiche di vento
sferzante, come ha ben sottolineato il cardinal Sepe, “non sono state
un’inopportuna causalità, ma quasi a sottolineare il segno dei tempi, di un
tempo nuovo, hanno ricordato a noi tutti, a quanti descrivono una Napoli
ripiegata su se stessa, che il vento, lo Spirito di Dio, soffia dove vuole e
nessuno sa da dove viene e dove va…”. Quel vento probabilmente rimanda ad un
altro vento, quello dello Spirito, foriero di una nuova primavera per la Chiesa di Napoli. Ma lo Spirito non è solo vento, è anche fuoco…e le parole del Santo Padre
hanno riscaldato i nostri cuori con il calore della SPERANZA. “L’AMORE
Può vincere la violenza” ha detto il papa rispondendo al saluto del
cardinale, il quale ha sottolineato che la “Chiesa non si stanca di affermare
che la violenza è sempre un’offesa a Dio ed un intollerabile sopruso nei
confronti dell’altro. Napoli vuole guardare avanti e credere in se stessa” ed
ha concluso con “A Maronna t’accumpagni” ,divenuto l’augurio proverbiale che
l’arcivescovo rivolge spesso ai fedeli e soprattutto ai giovani.
Nella
sua omelia il Papa ha calato le letture del giorno nella realtà complessa di
Napoli. E’ partito dal tema principale della Parola di Dio “la necessità di
pregare senza stancarsi”, un messaggio da lui definito “controcorrente”. “La
forza che in silenzio e senza clamori cambia il mondo e lo trasforma nel Regno
di Dio è la FEDE- ed espressione della fede è la PREGHIERA . Quando la fede si colma
d’amore
per Dio …, la preghiera si fa perseverante , insistente , diventa un gemito
dello spirito , un grido dell’anima che penetra il cuore di Dio. In tal modo LA PREGHIERA DIVIENE LA PIU’ GRANDE FORZA DI TRASFORMAZIONE DEL MONDO
…OCCORRE RAFFORZARE LA SPERANZA CHE SI FONDA SULLA FEDE E SI ESPRIMA IN UNA
PREGHIERA INSTANCABILE”. Dio può cambiare le situazioni solo tramite la
nostra conversione. Ed essa inizia con il grido dell’anima che implora
perdono e salvezza. E’ bello come il pontefice abbia sottolineato che la
preghiera non è “inerzia” o “intimismo consolatorio” , ma come la preghiera di
Gesù nell’orto “abbia il carattere della lotta perché si schiera al fianco del
Signore per combattere l’ingiustizia e vincere il male col bene…. Dio ha
bisogno delle braccia levate di Mosè , di quelle spalancate sulla croce dal suo
Figlio, ma ha bisogno di altre braccia e cuori che continuino ad offrirsi con
il suo stesso amore”.
Quindi
il vero rinnovamento non è tanto di carattere politico , o meglio, quello
politico parte da un rinnovamento di carattere spirituale, dalla formazione
delle coscienze. Dobbiamo cambiare la nostra mentalità per arginare la
violenza. Benedetto ci ha consegnato un mandato non facile: “Napoli ha
bisogno
di credenti che ripongano piena fiducia in Dio e con il suo aiuto si impegnino
a diffondere nella società i valori del Vangelo”. Ci ha invitato alla SPERANZA
“questo seme che a Napoli c’è ed agisce malgrado i problemi e le difficoltà”.
In un’epoca di sfiducia nel futuro, il papa ci ha ricordato che la realtà che
ci circonda può essere cambiata e modificata solo se ciascuno di noi si impegna
a farlo.
Ciascuno di noi faccia proprio il suo invito alla conversione. Rafforziamo la nostra fiducia nella grande potenza della preghiera unica ARMA DEI POVERI DI SPIRITO, e dove la violenza tende a farsi mentalità diffusa, nella nostra quotidianità dove prospera l’illegalità, non alziamo bandiera bianca in segno di resa, di ripiegamento e di avvilimento, ma continuiamo a diffondere semi di pace e di speranza vivendo pienamente quelle Beatitudini, magna carta di noi cristiani e consacrati.
A MARONNA C’ ACCUMPAGNI!!!
Sorella Gabriella