Dalla lettera allo Spirito: la Genesi (parte prima).
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La Bibbia è il luogo nel
quale Dio parla gli uomini di ogni tempo. Che questo luogo abbia assunto
le dimensioni e la conformazione di un libro dipende dalla storicità delle
scelte di Dio, che conosce la creaturalità dell’uomo e vi si adatta, come
dimostra del resto in modo sublime l’Incarnazione, con la quale Dio stesso si è
fatto uno di noi in Cristo Gesù.
La Bibbia, poi, oltre ad essere un documento storicamente collocabile assume anche una portata morale e profetica che ne fa un insostituibile viatico per tutta l’umanità, costantemente alla ricerca di un senso alla vita e alla realtà. Per questi motivi la Bibbia non va letta come se si trattasse di un romanzo storico o di un racconto mitologico; la Bibbia, al contrario, va accolta come se a parlarci fosse una persona.
E come le parole di una persona che conosciamo scavano più in
profondità dentro di noi, così non possiamo trarre frutto dalla meditazione dei
Testi sacri se non ci sforziamo, con il desiderio e l’impegno concreto, di
conoscere la Persona nella quale Dio ha voluto manifestarsi in tutta la
sua pienezza nella pienezza dei tempi, e cioè il Signore Gesù. Questo significa
che la Bibbia porta giovamento se la si interpreta e la si custodisce nel cuore
alla luce di quanto Gesù ha detto e ha fatto. E siccome è il Nuovo Testamento a
parlarci di Gesù, e cioè gli ultimi ventisette Libri (i primi quattro dei quali
costituiscono l’insieme dei Vangeli), è da qui che bisogna partire per
accostarsi con vero frutto spirituale ai primi quarantasei Testi, che formano
il Vecchio Testamento. Se questa, dunque, è l’impostazione di massima, sulla
quale poi lo Spirito Santo non mancherà di soffiare con le sue ispirazioni,
occorre incamminarsi nel pellegrinaggio del Vecchio Testamento con gli occhi
rivolti alla “santa montagna”, che di volta in volta assumerà le dimensioni del
Tabor, dei colli intorno al lago di Galilea o del Calvario, autentico
testamento umano e spirituale di Gesù.
La Genesi.
La Genesi è il primo libro della Bibbia. Si divide chiaramente in tre grandi sezioni, tre “quadri” che inseriscono la storia del popolo ebraico nella storia dell’umanità, facendone quasi un emblema di essa. La prima sezione del libro comprende la creazione dell’universo, della terra e dell’uomo da parte di Dio (i primi due capitoli); la seconda parte descrive il peccato originale e le sue più immediate conseguenze: l’uccisione di Caino, il diluvio e la costruzione della torre di Babele (dal cap. 3 al cap. 11); la terza ed ultima parte, infine, ci descrive l’origine della storia del popolo eletto, dalla vocazione di Abramo alla morte di Giuseppe in Egitto (capp. 12 – 50).
La prima parte della Genesi, dunque, risale alle
origini più remote, che si perdono nella assoluta libertà di Dio: Egli, da
sempre e per sempre l’Eterno, decide di manifestarsi nella creazione facendo di
essa un momento visibile della Sua assoluta grandezza ed onnipotenza. Lo
smarrimento che ci coglie di fronte a questo movimento di Dio (come non
pensare alle sublimi pose del Dio rappresentato da Michelangelo nella volta
della Cappella Sistina nell’atto di creare l’Universo?) è lo stesso che
percepiamo quando, in una notte stellata, il nostro sguardo “si spaura”, come
direbbe Leopardi, nell’infinito del cosmo. Posto che Dio è somma libertà, e che
le Sue vie sono imperscrutabili, Gesù ci ha comunque rivelato che questo atto
creativo non è stato dettato dal caso: al suo fondo si collocano, infatti, un
profondo desiderio di comunicarsi e di donarsi, come mostrano del resto le
immense energie che si disperdono nell’Universo. Ad un livello così esteso si
coglie con maggiore facilità che il tutto cosmico risponde ad un ordine di
donazione, di manifestazione, di armonioso espandersi. Gesù, poi, è andato
oltre, portando in superficie il cuor di questo gratuito atto creativo di Dio:
l’amore, la carità, la cura, tutti aspetti di un medesimo volto paterno
e materno che, prima di mettere al mondo un figlio, prepara la culla e la
stanzetta più accoglienti, perché al nascituro non manchi nulla e possa
passare, quando vuole, anche sul lettone di mamma e papà.
Il figlio atteso è ovviamente l’uomo, e la prossima volta vedremo i primi passi della creatura prediletta da Dio nel mondo palpabile della terra ed in quello invisibile della coscienza e della libertà.
Prima di salutarci, un compitino per casa: meditate i passi della Bibbia di cui si parla in questa rubrica; per la prossima volta il compito è breve: si tratta di due capitoletti appena, che certamente non vi porteranno via troppo tempo. Quando invece i brani si faranno più ampi, non mancherò di indicarvi i passi più significativi. Con Gesù nel cuore e nella mente, la Bibbia è un mondo tutto da scoprire!
A presto. Il Signore vi benedica.
Andrea Narduzzi